Carissimi sorelle e fratelli,
non resistevo a restare in silenzio, senza pronunciare qualche parola, maturata nel silenzio e nell’isolamento di questi giorni difficili.

Desidero, innanzi tutto dirvi che la chiesa vuota, è piena di voi, delle vostre preoccupazioni, paure, speranze che ogni giorno presento al Signore.

Ho pensato anche: Che cosa farebbe Gesù in questa circostanza, lui che – trasgredendo la legge religiosa e sanitaria – non aveva paura di toccare i lebbrosi, considerati allora maledetti e castigati da Dio? Con la sua mano e la sua Parola mostrava con chiarezza che Dio è Padre, non maledice e non castiga nessuno dei suoi figli, ma nel suo smisurato amore vuole essere vicino a tutti, soprattutto ai più fragili o, come li chiamava lui, “i piccoli”.

E’ l’amore che rompe ogni barriera e da speranza e guarigione al cuore.

A volte le malattie ‘del cuore’, quelle che in questi giorni forse dimentichiamo, fanno soffrire di più di quelle che ci colpiscono fisicamente. Ce lo mostrano quotidianamente con una generosità oltre ogni limite i ricercatori, i medici, gli infermieri, i volontari.

Il virus (forse lui non lo sa!) ci ha fatto alcuni regali oltre a tante tragedie. Quello che tutti possiamo notare è il regalo del tempo che nei giorni normali sprechiamo correndo come pazzi o sciupandolo in cose banali e inutili. Farne tesoro ora che ne abbiamo molto a disposizione, ci da la possibilità – se lo vogliamo – di regalarci momenti di riflessione, meditazione profonda, di armonia con noi stessi per ritrovare con lucidità la forza che tutti possediamo interiormente per andare avanti.

Un secondo dono di questi giorni è la comunicazione, comunione con gli altri. Sembra un paradosso in questi giorni di ‘distanziamento sociale’. Si può vincere il carcere dell’isolamento forzato con la libertà interiore (mi sovviene una frase di B. Brecht) che nessuno può imprigionare e allargando il nostro orizzonte mettendoci sulla stessa lunghezza d’onda di chi vive con tanta fatica e sofferenza queste giornate e settimane. Sollevare il telefono – sono uno d’altri tempi e non pensavo che oggi si usa il cellulare – o inviando una mail può far sentire una corrente salutare di amicizia nelle persone che contattiamo in questo modo. Io ne ho ricevute molte in questi giorni. I tanti:” Come sta? e: Si riguardi!”, mi hanno meravigliato, commosso e guarito.

C’è poi l’amore di cui scrivevo sopra. Oggi ha il nome di responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. Non è poco in tempi di sovranismo politico, di individualismo dominante a tutti i livelli. Ancora una volta il motto del presepio 2018 ‘siamo tutti sulla stessa barca’ è più che mai utile a far crescere la nostra coscienza comunitaria ed a riscoprire la nostra umanità e fratellanza.

Per i credenti, poi, c’è un modo di ’connettersi’ con l’Amore maiuscolo di Dio attraverso la sua Parola, la Buona notizia del Vangelo e la preghiera che vi unisco qui sotto.

E’ stata scritta, oltre 2500 anni fa e con parole antiche, ma di straordinaria attualità.

Dal vostro don Claudio

 

Salmo 91 (90) – La protezione divina

1-2 Tu che trovi rifugio nell'Altissimo,

trascorri la notte sotto la sua protezione,

di' al Signore, l'Onnipotente:

(fedele)

'Tu sei mia difesa e salvezza.

Sei il mio Dio: in te confido!'.

(salmista)

3 È vero: il Signore ti libererà

dalle trappole dei tuoi avversari,

da ogni insidia di morte.

4 Ti darà riparo sotto le sue ali,

in lui troverai rifugio,

la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

5 Non temerai i pericoli della notte,

né di giorno alcuna minaccia,

6 la peste che si diffonde nelle tenebre,

la febbre che colpisce in pieno giorno.

7 Mille potranno morire al tuo fianco,

diecimila alla tua destra,

ma tu non sarai colpito!

8 Basterà che tu apra gli occhi

e vedrai come Dio punisce i malvagi.

(fedele)

9 'Signore, tu sei il mio rifugio!'.

(salmista)

Ti sei messo al riparo dell'Altissimo,

10 e non ti accadrà nulla di male,

nessuna disgrazia toccherà la tua casa.

11 Il Signore darà ordine ai suoi angeli

di proteggerti ovunque tu vada.

12 Essi ti porteranno sulle loro mani

e tu non inciamperai contro alcuna pietra.

13 Camminerai su vipere e serpenti,

metterai sotto i tuoi piedi leoni e draghi.

14 'Egli si affida a me, dice il Signore,

lo libererò, lo proteggerò,

perché mi conosce.

15 Quando mi invocherà, gli risponderò.

Sarò con lui in ogni pericolo,

lo salverò e lo renderò onorato.

16 Gli donerò una vita lunga e piena,

gli farò provare la mia salvezza'.      

(traduzione della Bibbia TILC)

Pasqua con la poesia

La notte è avanzata:
Dio, fa che la notte finisca... Continua la lettura...

De mé cóve stematine,
sul cricà dal prim barlùm,
ài sintûd une çhampane
dindona, fra végle e siùm...Continua la lettura...

E’ dolce il pulcino
si tiene su un palmo
lì fa capolino
minuscolo e calmo...Continua la lettura...

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